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	<title>Commenti a: Tv: Piero Angela Alla Scoperta Del &#8216;Volto Nascosto&#8217; Di Leonardo Da Vinci</title>
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		<title>Di: Vittorio Anselmi</title>
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		<dc:creator>Vittorio Anselmi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 12:17:09 +0000</pubDate>
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		<description>Il prof. Solari delira…
Quando venne presentato il dipinto durante il TG3 Linea notte dal Prof. Vezzosi,lo scopritore del ritratto dott. Barbatelli, e un membro del comitato di ricerca , il prof. Solari dichiaro&#039; pubblicamente che il volto raffigurato nell’opera NON ERA IL RITRATTO DI LEONARDO, cio si legge nei suoi vari interventi in taluni forum presenti sul web.
Ora a distanza di alcuni mesi, non solo riconosce nell’uomo prodotto nel dipinto il volto di Leonardo Da Vinci ma addirittura si inventa un’incontro tra lo stesso genio di Vinci e Durer… Continua ancora con la sua fantasia e racconta di un incontro tra leonardo e Pacioli (mai avvenuto) e infine un viaggio di Leonardo nel sud Italia!
Certo delle sua fantastiche interpretazioni storiche, Solari eccede sino ad ipotizzare uno scambio di volti, regali, favori e semmai partite di poker...
Solari scrive senza rendersi conto che la storia non e fatta di fantasia, trascurando le piu elementari conoscenze della vita e della mente di leonardo.
Ovviamente chi sia l&#039;autore dell&#039;opera di Acerenza per ora non è certo ma mi sembra che sia davvero difficile sostenere una mano diversa da quella di Leonardo, pertanto lasciamo che gli studiosi (quelli veri) operino dati alla mano e senza alcun pregiudizio.
A buon inteditore ,poche parole</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il prof. Solari delira…<br />
Quando venne presentato il dipinto durante il TG3 Linea notte dal Prof. Vezzosi,lo scopritore del ritratto dott. Barbatelli, e un membro del comitato di ricerca , il prof. Solari dichiaro&#8217; pubblicamente che il volto raffigurato nell’opera NON ERA IL RITRATTO DI LEONARDO, cio si legge nei suoi vari interventi in taluni forum presenti sul web.<br />
Ora a distanza di alcuni mesi, non solo riconosce nell’uomo prodotto nel dipinto il volto di Leonardo Da Vinci ma addirittura si inventa un’incontro tra lo stesso genio di Vinci e Durer… Continua ancora con la sua fantasia e racconta di un incontro tra leonardo e Pacioli (mai avvenuto) e infine un viaggio di Leonardo nel sud Italia!<br />
Certo delle sua fantastiche interpretazioni storiche, Solari eccede sino ad ipotizzare uno scambio di volti, regali, favori e semmai partite di poker&#8230;<br />
Solari scrive senza rendersi conto che la storia non e fatta di fantasia, trascurando le piu elementari conoscenze della vita e della mente di leonardo.<br />
Ovviamente chi sia l&#8217;autore dell&#8217;opera di Acerenza per ora non è certo ma mi sembra che sia davvero difficile sostenere una mano diversa da quella di Leonardo, pertanto lasciamo che gli studiosi (quelli veri) operino dati alla mano e senza alcun pregiudizio.<br />
A buon inteditore ,poche parole</p>
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		<title>Di: ERNESTO SOLARI</title>
		<link>http://www.cineandtv.com/tv-piero-angela-alla-scoperta-del-volto-nascosto-di-leonardo-da-vinci.htm/comment-page-1#comment-1715</link>
		<dc:creator>ERNESTO SOLARI</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 12:30:45 +0000</pubDate>
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		<description>spesso quelle che lei definisce fantasie diventano delle realtà, a me è successo spesso e nel campo dell&#039;arte, per un artista, la fantasia è un alimento importante del pensiero creativo, vorrei citarle una frase scritta a me dal grande prof. Federico Zeri che conservo gelosamente: &quot;spesso gli storici dell&#039;arte danno una lettura dell&#039;opera rinascimentale molto parziale ignorando il contesto filosofico del tempo che in casi come Leonardo era il Neoplatonismo&quot;...e io aggiungo con tutti i suoi nessi e connessi compresa la ricerca simbolica che spesso viene considerata pura fantasia.(?!)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>spesso quelle che lei definisce fantasie diventano delle realtà, a me è successo spesso e nel campo dell&#8217;arte, per un artista, la fantasia è un alimento importante del pensiero creativo, vorrei citarle una frase scritta a me dal grande prof. Federico Zeri che conservo gelosamente: &#8220;spesso gli storici dell&#8217;arte danno una lettura dell&#8217;opera rinascimentale molto parziale ignorando il contesto filosofico del tempo che in casi come Leonardo era il Neoplatonismo&#8221;&#8230;e io aggiungo con tutti i suoi nessi e connessi compresa la ricerca simbolica che spesso viene considerata pura fantasia.(?!)</p>
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	</item>
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		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.cineandtv.com/tv-piero-angela-alla-scoperta-del-volto-nascosto-di-leonardo-da-vinci.htm/comment-page-1#comment-1623</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 14:55:50 +0000</pubDate>
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		<description>Gentile Solari, sinceramente non capisco il perche delle sue ardite affermazioni e francamente non mi interessa affatto approfondirle.
Sono uno studioso e da anni mi occupo di vicende che interessano il mondo della scienza, pertanto a me sembrano molto piu convincenti &quot;le prove scientifiche&quot; che le sue (rispettabilissime) opinioni. Ovviemente Lei difende le sue teorie che dal punto di vista ideologico non nascondo che potrebbero anche affascinarmi ma la realta a volta non lascia spazio alle fantasie...
Grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Solari, sinceramente non capisco il perche delle sue ardite affermazioni e francamente non mi interessa affatto approfondirle.<br />
Sono uno studioso e da anni mi occupo di vicende che interessano il mondo della scienza, pertanto a me sembrano molto piu convincenti &#8220;le prove scientifiche&#8221; che le sue (rispettabilissime) opinioni. Ovviemente Lei difende le sue teorie che dal punto di vista ideologico non nascondo che potrebbero anche affascinarmi ma la realta a volta non lascia spazio alle fantasie&#8230;<br />
Grazie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ERNESTO SOLARI</title>
		<link>http://www.cineandtv.com/tv-piero-angela-alla-scoperta-del-volto-nascosto-di-leonardo-da-vinci.htm/comment-page-1#comment-1618</link>
		<dc:creator>ERNESTO SOLARI</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 21:29:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cineandtv.com/?p=915#comment-1618</guid>
		<description>Mi spieghi perchè l&#039;attribuzione a Durer è assolutamente impossibile, solo perchè ci sono delle impronte non appartenenti al tedesco? Non basta questo per negare tale ipotesi che comunque è sempre più plausibile della paternità a Leonardo. Se fosse di Durer allora costituirebbe una testimonianza della veridicità fisionomica del volto leonardesco. Se fosse impossibile come dice Lei allora sarebbe un volto senza alcun valore e certezza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi spieghi perchè l&#8217;attribuzione a Durer è assolutamente impossibile, solo perchè ci sono delle impronte non appartenenti al tedesco? Non basta questo per negare tale ipotesi che comunque è sempre più plausibile della paternità a Leonardo. Se fosse di Durer allora costituirebbe una testimonianza della veridicità fisionomica del volto leonardesco. Se fosse impossibile come dice Lei allora sarebbe un volto senza alcun valore e certezza.</p>
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		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.cineandtv.com/tv-piero-angela-alla-scoperta-del-volto-nascosto-di-leonardo-da-vinci.htm/comment-page-1#comment-1617</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 07:02:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cineandtv.com/?p=915#comment-1617</guid>
		<description>La tesi del Prof. Solari risulta interessante sia dal punto di vista storico sia dal punto di vista artistico, purtroppo l&#039;attribuzione a Durer è assolutamente impossibile.
La tesi affascinante, come tutte le ipotesi su Leonardo prodotte dal Prof. Solari, non puo certamente essere considerata in quanto non suffragata da elementi storico-artistici considerati attendibili.
Vorrei precisare che il Prof. Pedretti ha chiarito piu volte di non essersi mai espresso circa il ritratto di Leonardo &quot;di Acerenza&quot; e che le opinioni ad egli attribuite circa l&#039;epoca e altro non sono mai state riferite da Pedretti.
Grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La tesi del Prof. Solari risulta interessante sia dal punto di vista storico sia dal punto di vista artistico, purtroppo l&#8217;attribuzione a Durer è assolutamente impossibile.<br />
La tesi affascinante, come tutte le ipotesi su Leonardo prodotte dal Prof. Solari, non puo certamente essere considerata in quanto non suffragata da elementi storico-artistici considerati attendibili.<br />
Vorrei precisare che il Prof. Pedretti ha chiarito piu volte di non essersi mai espresso circa il ritratto di Leonardo &#8220;di Acerenza&#8221; e che le opinioni ad egli attribuite circa l&#8217;epoca e altro non sono mai state riferite da Pedretti.<br />
Grazie.</p>
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	</item>
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		<title>Di: ERNESTO SOLARI</title>
		<link>http://www.cineandtv.com/tv-piero-angela-alla-scoperta-del-volto-nascosto-di-leonardo-da-vinci.htm/comment-page-1#comment-1600</link>
		<dc:creator>ERNESTO SOLARI</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 16:28:44 +0000</pubDate>
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		<description>“LEONARDO: DAI MISTERI DEL SUO VOLTO
 ALL’ENIGMATICO VIAGGIO VERSO IL SUD

Il Prof. Ernesto Solari, studioso ed esperto di Leonardo, è stato autore recentemente del ritrovamento di uno studio Leonardesco della Sant’Anna del Louvre. Il disegno, appartenuto allo storico dell’arte del settecento Padre Luigi Lanzi, è stato presentato lo scorso 23 Aprile a Milano, presso il Circolo della Stampa.  
A Solari è stato chiesto di esprimere un parere su altre problematiche che riguardano Leonardo e sulle quali recentemente si è aperto un acceso dibattito. Si tratta in particolare del tema dei ritratti o autoritratti di Leonardo: a lanciare il sasso nello stagno sono stati la recente dimostrazione di Piero Angela su un possibile autoritratto giovanile celato da uno scritto sul Codice degli uccelli del 1505/1506 e il successivo ritrovamento di un dipinto ad Acerenza, in Lucania, da parte del Dott. Nicola Barbatelli che lo ha presentato come un autoritratto di Leonardo.
Su tali affermazioni si è già espresso il Prof. Carlo Pedretti che durante la trasmissione di Angela disse che il disegno celato nel “Codice degli uccelli” era ancora tutto da studiare, mentre per quanto riguarda il ritratto di Acerenza ha affermato che si trattava in apparenza di un dipinto settecentesco.
Solari, dopo essere stato informato degli ulteriori studi effettuati presso il Laboratorio Circe di Caserta e presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, a cura dei ricercatori del Dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Università di Napoli e avendo appreso che i risultati rendono probabile una collocazione del dipinto entro la seconda metà del 1400, si è chiesto  quale fosse l’ipotesi più plausibile per giungere ad una possibile soluzione del problema.
Innanzitutto la questione che sta particolarmente a cuore a Solari e che la presenza di tale ritratto tra Campania e Lucania mette in evidenza la possibilità di un viaggio di Leonardo al sud, del quale solo il Vasari fece cenno, ma che secondo lo stesso professore comasco è sempre più probabile e possibile alla luce di nuovi elementi emersi recentemente. Leonardo poi, seguace del grande matematico Luca Pacioli, era certamente interessato alla cultura scientifica dell’antica Magna Grecia.
Dopo alcuni studi sui due ritratti Solari è pervenuto ad una tesi che in apparenza potrebbe sembrare piuttosto audace ma che elementi concreti alimentano: questi due volti hanno, con molta probabilità, una cosa in comune, sono legati ad un fatto storico del quale non si è mai conosciuto alcun particolare ed è riferibile ad un incontro che, secondo molti studiosi, potrebbe essere avvenuto fra Albrecht Durer e Leonardo. Si è sempre parlato di un incontro a Bologna col matematico Luca Pacioli durante il primo viaggio in Italia di Durer (1494-95) nel quale il matematico ha certamente parlato con Durer di Leonardo e di ciò che questi stava allora facendo a Milano. Ma tale incontro potrebbe essere avvenuto anche durante il secondo viaggio di Durer nel 1505. Leonardo era allora Firenze e stava lavorando dal 1504 agli studi sui moti dell’acqua (Codice Foster I) e a un’enorme quantità di forme geometriche (Topologia = geometria delle forme e delle trasformazioni). E da Bologna a Firenze la distanza non era proibitiva. 
Sulla data e il luogo di questo incontro non si hanno notizie precise (si dovrà ulteriormente indagare e approfondire) ma certamente se l’incontro avvenne nel 1494/95 è molto probabile che lo schizzo celato dal codice degli uccelli risalisse a quell’anno e quindi costituire una prova importante di tale momento.
Se invece l’incontro avvenne durante il secondo viaggio in Italia, nel 1505, lo schizzo del Codice degli uccelli che è databile al 1505/06 venne realizzato proprio tra Firenze e Bologna all’inizio del 2°viaggio come se questo avesse avuto, quale obiettivo principale, l’incontro con Leonardo. Nel primo caso si tratterebbe di un ritratto del giovane Durer allora ventitreenne, nel secondo di un ritratto di Durer già trentaquattrenne. 
Il ritratto di Acerenza è invece il volto di Leonardo dipinto da Durer? 
Potrebbe trattarsi di un omaggio fatto a colui che lo aveva precedentemente effigiato?…da cui la scritta, incisa col pirografo dietro la tavola di Acerenza in latino “Pinxit mea”. Una scritta in stampatello maiuscolo che spesso veniva utilizzata dallo stesso Durer nei suoi dipinti anche se ovviamente non rovesciata….ma ricordiamoci che tutti gli incisori quando scrivono su una xilografia o su un’acquaforte devono usare sempre la scrittura rovesciata, e questo particolare è forse sfuggito a molti.
Potrebbe allora trattarsi di un omaggio reciproco fra i due grandi artisti?
Secondo Solari sì e lo dimostrerebbero la tavola di legno di pioppo e i pigmenti e gli isotopi ritrovati nel dipinto di Acerenza, che sembrano essere tipicamente nordici e fiamminghi (come attestano i risultati ottenuti); i caratteri fisionomici del disegno sono invece molto vicini al volto del tedesco. Durer poi, durante il suo secondo soggiorno in Italia, dipinse tutte le sue opere su tavole di pioppo, almeno quelle conosciute, così come quella di Acerenza. Solari sta poi seguendo la pista degli amici di Leonardo per arrivare a Durer, infatti sappiamo del legame fra Galeazzo di Sanseverino, genero del Moro e Principe di Caiazzo e Salerno, e Luca Pacioli (che a Milano era ospitato nel suo palazzo) e con Willibald Pirckheimer (insegnante a Pavia e grande amico e sostenitore di Durer). Fra Galeazzo e Leonardo vi era oltre ad una grande amicizia anche un rapporto di lavoro. E nulla di più facile è pensare ad un viaggio verso il sud di Leonardo proprio al fianco del Sanseverino alla fine del 1499. Itinerario che Solari sta cercando di ricostruire. 
Se tale ipotesi di Solari fosse percorribile attesterebbe che il dipinto di Acerenza è di grande importanza perché confermerebbe la vera fisionomia di Leonardo quando aveva 53 anni ed entrambi i ritratti costituirebbero poi l’unico indizio o traccia possibile di quell’incontro, fra Leonardo e Durer, di cui spesso si è parlato ma del quale nessuno ha mai trovato tracce tangibili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“LEONARDO: DAI MISTERI DEL SUO VOLTO<br />
 ALL’ENIGMATICO VIAGGIO VERSO IL SUD</p>
<p>Il Prof. Ernesto Solari, studioso ed esperto di Leonardo, è stato autore recentemente del ritrovamento di uno studio Leonardesco della Sant’Anna del Louvre. Il disegno, appartenuto allo storico dell’arte del settecento Padre Luigi Lanzi, è stato presentato lo scorso 23 Aprile a Milano, presso il Circolo della Stampa.<br />
A Solari è stato chiesto di esprimere un parere su altre problematiche che riguardano Leonardo e sulle quali recentemente si è aperto un acceso dibattito. Si tratta in particolare del tema dei ritratti o autoritratti di Leonardo: a lanciare il sasso nello stagno sono stati la recente dimostrazione di Piero Angela su un possibile autoritratto giovanile celato da uno scritto sul Codice degli uccelli del 1505/1506 e il successivo ritrovamento di un dipinto ad Acerenza, in Lucania, da parte del Dott. Nicola Barbatelli che lo ha presentato come un autoritratto di Leonardo.<br />
Su tali affermazioni si è già espresso il Prof. Carlo Pedretti che durante la trasmissione di Angela disse che il disegno celato nel “Codice degli uccelli” era ancora tutto da studiare, mentre per quanto riguarda il ritratto di Acerenza ha affermato che si trattava in apparenza di un dipinto settecentesco.<br />
Solari, dopo essere stato informato degli ulteriori studi effettuati presso il Laboratorio Circe di Caserta e presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, a cura dei ricercatori del Dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Università di Napoli e avendo appreso che i risultati rendono probabile una collocazione del dipinto entro la seconda metà del 1400, si è chiesto  quale fosse l’ipotesi più plausibile per giungere ad una possibile soluzione del problema.<br />
Innanzitutto la questione che sta particolarmente a cuore a Solari e che la presenza di tale ritratto tra Campania e Lucania mette in evidenza la possibilità di un viaggio di Leonardo al sud, del quale solo il Vasari fece cenno, ma che secondo lo stesso professore comasco è sempre più probabile e possibile alla luce di nuovi elementi emersi recentemente. Leonardo poi, seguace del grande matematico Luca Pacioli, era certamente interessato alla cultura scientifica dell’antica Magna Grecia.<br />
Dopo alcuni studi sui due ritratti Solari è pervenuto ad una tesi che in apparenza potrebbe sembrare piuttosto audace ma che elementi concreti alimentano: questi due volti hanno, con molta probabilità, una cosa in comune, sono legati ad un fatto storico del quale non si è mai conosciuto alcun particolare ed è riferibile ad un incontro che, secondo molti studiosi, potrebbe essere avvenuto fra Albrecht Durer e Leonardo. Si è sempre parlato di un incontro a Bologna col matematico Luca Pacioli durante il primo viaggio in Italia di Durer (1494-95) nel quale il matematico ha certamente parlato con Durer di Leonardo e di ciò che questi stava allora facendo a Milano. Ma tale incontro potrebbe essere avvenuto anche durante il secondo viaggio di Durer nel 1505. Leonardo era allora Firenze e stava lavorando dal 1504 agli studi sui moti dell’acqua (Codice Foster I) e a un’enorme quantità di forme geometriche (Topologia = geometria delle forme e delle trasformazioni). E da Bologna a Firenze la distanza non era proibitiva.<br />
Sulla data e il luogo di questo incontro non si hanno notizie precise (si dovrà ulteriormente indagare e approfondire) ma certamente se l’incontro avvenne nel 1494/95 è molto probabile che lo schizzo celato dal codice degli uccelli risalisse a quell’anno e quindi costituire una prova importante di tale momento.<br />
Se invece l’incontro avvenne durante il secondo viaggio in Italia, nel 1505, lo schizzo del Codice degli uccelli che è databile al 1505/06 venne realizzato proprio tra Firenze e Bologna all’inizio del 2°viaggio come se questo avesse avuto, quale obiettivo principale, l’incontro con Leonardo. Nel primo caso si tratterebbe di un ritratto del giovane Durer allora ventitreenne, nel secondo di un ritratto di Durer già trentaquattrenne.<br />
Il ritratto di Acerenza è invece il volto di Leonardo dipinto da Durer?<br />
Potrebbe trattarsi di un omaggio fatto a colui che lo aveva precedentemente effigiato?…da cui la scritta, incisa col pirografo dietro la tavola di Acerenza in latino “Pinxit mea”. Una scritta in stampatello maiuscolo che spesso veniva utilizzata dallo stesso Durer nei suoi dipinti anche se ovviamente non rovesciata….ma ricordiamoci che tutti gli incisori quando scrivono su una xilografia o su un’acquaforte devono usare sempre la scrittura rovesciata, e questo particolare è forse sfuggito a molti.<br />
Potrebbe allora trattarsi di un omaggio reciproco fra i due grandi artisti?<br />
Secondo Solari sì e lo dimostrerebbero la tavola di legno di pioppo e i pigmenti e gli isotopi ritrovati nel dipinto di Acerenza, che sembrano essere tipicamente nordici e fiamminghi (come attestano i risultati ottenuti); i caratteri fisionomici del disegno sono invece molto vicini al volto del tedesco. Durer poi, durante il suo secondo soggiorno in Italia, dipinse tutte le sue opere su tavole di pioppo, almeno quelle conosciute, così come quella di Acerenza. Solari sta poi seguendo la pista degli amici di Leonardo per arrivare a Durer, infatti sappiamo del legame fra Galeazzo di Sanseverino, genero del Moro e Principe di Caiazzo e Salerno, e Luca Pacioli (che a Milano era ospitato nel suo palazzo) e con Willibald Pirckheimer (insegnante a Pavia e grande amico e sostenitore di Durer). Fra Galeazzo e Leonardo vi era oltre ad una grande amicizia anche un rapporto di lavoro. E nulla di più facile è pensare ad un viaggio verso il sud di Leonardo proprio al fianco del Sanseverino alla fine del 1499. Itinerario che Solari sta cercando di ricostruire.<br />
Se tale ipotesi di Solari fosse percorribile attesterebbe che il dipinto di Acerenza è di grande importanza perché confermerebbe la vera fisionomia di Leonardo quando aveva 53 anni ed entrambi i ritratti costituirebbero poi l’unico indizio o traccia possibile di quell’incontro, fra Leonardo e Durer, di cui spesso si è parlato ma del quale nessuno ha mai trovato tracce tangibili.</p>
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