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SUCKER PUNCH
recensione per la rubrica ANDIAMO AL CINEMA?
1 aprile 2011
regia di Z. Snyder
( USA – CAN, 110′ )
al cinema dal 25 marzo 2011
Per la prima volta Zack Snyder, regista di film come 300 e Watchmen, basa un lungometraggio su un soggetto originale da lui scritto. Baby Doll (Emily Browning), incastrata dal patrigno (Gerard Plunkett) il quale vuole sottrarle l’eredità lasciatale dalla madre, viene rinchiusa in una clinica psichiatrica. Conscia di andare incontro alla lobotomia, tra visioni,sogni e realtà cercherà la via verso la libertà.
Sucker Punch (la traduzione italiana è “colpo a tradimento”), difficoltoso da definire per la sua struttura singolare, è descritto da Snyder come “la cosa più folle che abbia mai scritto” e dipinto come “Alice nel Paese delle Meraviglie con le mitragliatrici”. Il prologo, brillante e perfetto, in pochi minuti ci catapulta all’interno della storia e fin da subito ci si può accorgere dell’alto tasso immaginifico di cui è carico il film. Fantasy, videogame, thriller psicologico, tutto questo è racchiuso in Sucker Punch. Probabilmente è anche troppo, dato che non tutto può essere recepito dallo spettatore e in alcuni tratti rende l’impressione di una sterile ripetitività. L’indubbia capacità tecnica del regista, fatta di ralenti alla Matrix e movimenti di macchina al limite dell’impossibile, l’innegabile fascino delle immagini, l’attenzione per i particolari, gli ottimi effetti speciali e l’abile montaggio, rendono l’aspetto estetico del film ottimo.
Per gli amanti degli effetti speciali. Visionario. Valutazione: ![]()
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