‘Quando la notte’, polemica sul divieto ai minori di anni 14.

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‘Quando la notte’, il film di Cristina Comencini che sarà nelle sale domani, è stato vietato ai minori di 14 anni. La commissione del Mibac che ha stabilito tale divieto, trova delle motivazioni per l’atto nella violenza da parte di una madre ‘normale’ su un bambino. Violenza che sarebbe inquietante perché la donna agisce pur [...]

27 ottobre 2011

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thumbnail.aspx 3 Quando la notte, polemica sul divieto ai minori di anni 14.

‘Quando la notte’, il film di Cristina Comencini che sarà nelle sale domani, è stato vietato ai minori di 14 anni. La commissione del Mibac che ha stabilito tale divieto, trova delle motivazioni per l’atto nella violenza da parte di una madre ‘normale’ su un bambino. Violenza che sarebbe inquietante perché la donna agisce pur non volendo comportarsi in quel modo. Perciò, il vuoto di volontà di una ‘madre normale’ genererebbe inquietudini nei bambini al di sotto dei 14 anni. Questa decisione fa pensare. Come è già stato rilevato, nel film non si vede alcuna violenza. Comunque, la dicitura ‘madre normale’ è offensivo nei confronti delle donne (vere, né sante né streghe) che crescono i propri figli con coscienza superando i sentimenti spesso contraddittori che provano nei confronti delle loro creature e non per questo sono cattive madri. Ma secondo i censori è proprio la ‘normalità’ della madre che crea problemi, se fosse stata cattiva sarebbe stato diverso. Ma da una madre ‘normale’ non ci si aspetta un comportamento aggressivo che potrebbe destabilizzare i più piccoli perché proviene da dentro, dalla famiglia e non da fuori. Parafrasando l’opinione della regista sulla decisione del Mibac, possiamo sottolineare che in una società che fa scempio del corpo delle donne, viene vietato un film, ‘colpevole’ di toccare un tabù : quello della madre santificata, che non si innervosisce mai, non è mai stanca, un ideale molto lontano dalla realtà (dal quotidiano ‘la Repubblica’). Infatti, le pagine di cronaca nera registrano spesso casi di madri ‘buonissime’ e perfette che trucidano i figli e, viceversa, di figli che decidono di far fuori i genitori. Comunque, il film dovrebbe interessare gli adulti. E far riflettere sul ruolo della donna e della madre nella società. La madre angelicata, priva di ogni contraddizione e di sentimenti ambivalenti nei confronti dei figli, è un pilastro su cui si regge l’equilibrio sociale che il film intende modificare. Fa comodo a molti credere all’ideale di santità relativo alla figura materna, forse anche alle stesse donne, per sentire di avere un potere nella società, per il ruolo che svolgono e sui propri figli. Ma è un illusione e i bambini si accorgono da soli dei veri sentimenti che provano i loro genitori. Possono essere sentimenti di affetto e amore, a volte di rabbia, di stanchezza di insofferenza. Negare ciò che i bambini percepiscono comunque, fornendogli solo l’immagine della madre buona e sempre amorevole, forse significa anche farli dubitare dei loro sentimenti e scoraggiarli ad affidarsi alle sensazioni che provano.

P.S.: Oggi, 28 ottobre, la Commissione della Direzione del Cinema ha revocato il divieto ai minori di 14 anni.

Manuela.

Scritto da Manuela

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