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Pluralismo in Tv.
“Ieri pomeriggio su Raidue, il tema in discussione era il seguente: ‘Se le mogli smettessero di lavorare e rimanessero a casa, i divorzi diminuirebbero?’. Passava anche questa scritta in sovrimpressione: ‘Gli uomini vogliono le mogli al lavoro o le vogliono a casa?’ (dall’Amaca di Michele Serra nel quotidiano ‘La Repubblica’). La tematica così come è [...]
17 settembre 2011
“Ieri pomeriggio su Raidue, il tema in discussione era il seguente: ‘Se le mogli smettessero di lavorare e rimanessero a casa, i divorzi diminuirebbero?’. Passava anche questa scritta in sovrimpressione: ‘Gli uomini vogliono le mogli al lavoro o le vogliono a casa?’ (dall’Amaca di Michele Serra nel quotidiano ‘La Repubblica’). La tematica così come è stata proposta e trattata nella trasmissione fa pensare. Dove porre la donna? Si sposta qua,si mette là. No, al lavoro no. Meglio torni in casa. Ma, il maschio non ha più la possibilità di disporre della vita della donna, come faceva un tempo. Si dirà che è solo una trasmissione tv, ma gli autori dei programmi traggono spunto dalla realtà e rilanciano le tendenze con dovute modifiche e semplificazioni. E quale Italia rappresentano? Certo, una minima parte. Michele Serra parla di un “Paese conservatore e familista che deve aver vissuto la modernità e la libertà individuale come strambi refusi […] e promuove dibattiti sulla donna come ‘angelo del focolare’, come nei manuali di educazione delle fanciulle negli anni Cinquanta e sotto il fascismo”. C’è il dubbio che per quell’Italia gli ultimi cinquant’anni siano stati inutili. Eppure sono trascorsi. Esiste anche un’Italia giovane che non vuole più sentire odore di naftalina e vuole essere rappresentata.
Manuela.













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