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Nuove idee per una realtà nuova
E’ forse finita la realtà e rimasta la sua versione di accumulo di oggetti di consumo desiderabili o da desiderare? Abbiamo visto che dove domina il capitalismo nella versione attuale del neoliberismo, anche i rapporti umani diventano merce, cioè vengono valutati pensando ad un tornaconto economico, che riguarda favori personali o il prestigio sociale. La [...]
31 maggio 2011
E’ forse finita la realtà e rimasta la sua versione di accumulo di oggetti di consumo desiderabili o da desiderare? Abbiamo visto che dove domina il capitalismo nella versione attuale del neoliberismo, anche i rapporti umani diventano merce, cioè vengono valutati pensando ad un tornaconto economico, che riguarda favori personali o il prestigio sociale. La società dei consumi crea desideri e oggetti di consumo. Dal momento che è finito il desiderabile e acquistabile nella versione materiale, approda ai sentimenti e alle relazioni umane. Possedere automobili e altri oggetti materiali non affascina tanto quanto l’interiorità. Il chiacchiericcio pubblico concorre alla colonizzazione dell’ultimo e l’unico bene, facendone un oggetto di consumo, che nessuno ha mai potuto conoscere completamente: l’animo umano. Forse, internet e i social network offrono l’opportunità di formare l’idea del ‘noi’ e condividere valori. Ma, forme di comunicazione come la TV, favoriscono lo stordimento mediatico. Alla gente del nuovo secolo piace che si mandino in onda i fatti personali, propri e altrui, per parafrasare una canzone di Ligabue ‘A che ora è la fine del mondo’. In questo modo l’attenzione generale viene distolta dai fatti della politica e dell’economia. Un esempio è il discorso di Emma Marcegaglia, di cui non si parla come si dovrebbe, con cui esortava gli imprenditori e la politica a darsi una mossa e applicare riforme sensate. Forse, occorre creare, generare le nostre storie e dare la nostra rappresentazione della realtà con occhi ghiotti di curiosità, per salvaguardare il bene-anima dal vampirismo mediatico e consumistico.
Manuela.













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