La “seconda pelle” di Almodovar

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E' un’anomala storia d’amore, con una punta di horror; si tratta de “La pelle che abito”, il nuovo film di Pedro Almodovar presentato a Cannes lo scorso mese di maggio,

22 settembre 2011

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pellicola difficile da interpretare, anche se in essa compaiono molti dei temi già trattati nelle pellicole precedenti, come l’amore come possesso, la confusione fra i sessi, il passato che fa irruzione nel presente e l’occhio come strumento di contatto.
Almodovar, per il ruolo di protagonista, ha scelto, dopo oltre vent’anni, Antonio Banderas. L’attore spagnolo, ma ormai da tempo trapiantato a Hollywood, interpreta il ruolo di un famosissimo chirurgo che ha abbandonato la professione attiva, ma che continua a partecipare ad incontri, a congressi e a seminari. Il chirurgo tiene nascosta e segregata in una meravigliosa e supertecnologica villa isolata, una bellissima ragazza, interpretata da Elena Anaya, anche lei spagnola, ma di fama internazionale. La ragazza, che vive costantemente chiusa in una stanza, indossa una tuta molto strana, talmente aderente da sembrare una seconda pelle; trascorre il suo tempo fabbricando stranissime bambole di stoffa e praticando lo yoga.

la pelle che abito elena anaya foto dal film 4  La seconda pelle di Almodovar

La giovane donna può comunicare unicamente con la sua governante e viene tenuta perennemente sotto controllo da un sistema di telecamere a circuito chiuso. Le ragioni di questo singolare comportamento del protagonista, che si scopriranno piano piano lungo il lento scorrere del tempo cinematografico, affondano le radici in un evento drammatico: il chirurgo ha perso la moglie in un drammatico incidente stradale, dove la donna ha riportato ustioni sulla maggior parte della superficie del corpo. Una situazione quasi estrema, che il regista ha voluto affrontare tuttavia con uno stile austero e sobrio, nell’intento di dare maggiore efficacia alla narrazione.
I critici hanno giudicato tuttavia questo ultimo lavoro del maestro spagnolo come uno dei suoi film meno riusciti, non tanto sul piano estetico, sempre di livello altissimo, quanto piuttosto dal punto di vista emozionale, per mancanza di vere e reali passioni, presenti invece tutti i suoi film.

Potremo presto giudicare anche noi: il film sarà infatti nelle sale da domani.

Scritto da Roberta Musolesi

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