La scomparsa di Dino De Laurentiis: le parole del nipote Aurelio

delaurentiis_20_news1

Queste sono le parole del nipote Aurelio De Laurentiis, che ricorda all’agenzia Adnkronos lo zio Dino scomparso a Los Angeles poche ore fà: “Un grande italiano che, grazie al cinema, ha raccontato la rinascita del Paese dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Ha messo in scena la rinascita italiana fotografandola in tanti film interpretati, [...]

12 novembre 2010

0 commenti


Queste sono le parole del nipote Aurelio De Laurentiis, che ricorda all’agenzia Adnkronos lo zio Dino scomparso a Los Angeles poche ore fà:

“Un grande italiano che, grazie al cinema, ha raccontato la rinascita del Paese dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Ha messo in scena la rinascita italiana fotografandola in tanti film interpretati, di volta in volta, da attori del calibro di Totò e Alberto Sordi. Da adolescente vedevo in lui gli aspetti di una simpatica e travolgente indole napoletana. Quando ho iniziato anch’io la professione, era già volato negli Stati Uniti per svolgere l’ultimo quarantennio della sua attività. Mio zio è stato un uomo che, dal punto vista lavorativo, fu in grado di ‘milanesizzarsi’. Ma, al tempo stesso, divenne anche un po’ americano: il suo desiderio di fare del cinema, in Italia, una grandissima arte a carattere internazionale lo condusse, infatti, agli fine degli anni ’60, negli Stati Uniti. Ricominciò di nuovo. Si può dire che, con coraggio, sfidò da partenopeo gli States. Non dimentichiamo che in America scoprì attori come Al Pacino, al quale fece fare Serpico, e Arnold Schwarzenegger. Era innamorato dell’Italia, e della sapiente creatività napoletana, ma è stato affascinato dall’idea industriale americana applicata al cinema. Da qui è nata la volontà, ad esempio, di realizzare sulla Pontina gli studi in cui girare i film. Quel che è certo è che dopo aver conquistato l’Italia, ha sbancato anche in America perché ha portato oltreoceano lo stile italiano”.

Di parole d’affetto in ricordo dello storico produttore che in America è stato definito “legendary”, ovverosia “leggendario”, c’è ne sono state naturalmente a centinaia. Noi vi riportiamo, a parte quelle del nipote che avete potuto apprezzare sopra, anche quelle del Presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta:

“La Mostra del Cinema di Venezia, che lo aveva celebrato nel 2003 con il Leone d’Oro alla carriera, perde con Dino De Laurentiis uno dei suoi grandi protagonisti e testimoni. Uno dei più importanti produttori della storia del cinema mondiale. Ha sostenuto e scoperto alcuni dei massimi registi internazionali e contribuito in maniera decisiva all’affermazione del cinema italiano nel mondo, finanziando alcuni tra i più indiscussi capolavori, come La grande guerra di Monicelli, Leone d’oro a Venezia nel 1959. Sono vicino alla famiglia in questo triste momento”. Il comunicato della Biennale prosegue così: “Il suo testamento spirituale dedicato al cinema è nelle parole pronunciate da De Laurentiis alla Mostra 2003, dove ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera: “Il problema dei registi italiani è che vogliono fare i film con un occhio alla critica. Noi però siamo show-man e dobbiamo fare film solo per il pubblico”.

Scritto da CineandTv

Ti è piaciuto? Ti suggeriamo questi articoli correlati...


Nessun commento


Aggiungi un commento

3 + 3 =