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La realtà dei media.
Le cose della realtà sono ciò che ci appaiono, ma possono essere altro. Nell’ambito della mediazione, dell’incontro con l’altro, negoziamo il senso che diamo alla realtà e stabiliamo cosa è un fatto. Siamo sempre più abituati a percepire la realtà attraverso i mezzi di comunicazione che sono mediatori di significati. Abbiamo esperienza di ciò che [...]
7 maggio 2011
Le cose della realtà sono ciò che ci appaiono, ma possono essere altro. Nell’ambito della mediazione, dell’incontro con l’altro, negoziamo il senso che diamo alla realtà e stabiliamo cosa è un fatto. Siamo sempre più abituati a percepire la realtà attraverso i mezzi di comunicazione che sono mediatori di significati. Abbiamo esperienza di ciò che accade lontano da noi, nei paesi in cui c’è una guerra, ad esempio, da ciò che ci riportano i principali mezzi di informazione. In TV, ad esempio, la realtà e la rappresentazione della realtà tendono a confondersi, dando un’idea di verosimiglianza al racconto mediato dall’occhio della telecamera, dal reportage, di cui non abbiamo la percezione totale della situazione. La saturazione dell’informazione, la ripetizione e l’assuefazione ad immagini di violenza ad esempio, ha come conseguenza la chiusura in spazi privati e l’autocensura, dei meccanismi di difesa dal bombardamento di notizie e immagini scioccanti. La spettacolarizzazione della realtà fa confusione sulla realtà, ingarbugliandone la trama proponendosi come il principale punto di osservazione. “La forza del braccio e il coraggio sono grandi cose, ma non sono nulla senza l’aiuto di una ‘visione’. Solo una visione ti concederà alleati tra le creature del cielo, dell’acqua e della terra. Un uomo senza visione è un uomo senza potere”, dal discorso di Toro Seduto (Grand River, 1831-Fort Yates, 1890), condottiero dei Sioux.
Manuela.













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