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E in tv arrivano le nozze gay…. anzi no!
La puntata di ieri della fiction tedesca "Un ciclone in convento"', dall'esplicito titolo "Romeo e Romeo", non è andata in onda su Raiuno.
9 settembre 2011
Il motivo? La puntata aveva come scena centrale un matrimonio fra due uomini, celebrato dal sindaco nella cappella del convento, davanti all’altare, insomma un ibrido fra matrimonio civile e cerimonia religiosa. Se avessimo potuto vedere la scena, avremmo visto i due sposi, uno vestito di bianco e l’altro di nero, presentarsi in chiesa accolti da amici, parenti e dalle suorine del convento e avremmo visto il sindaco, nelle vesti di uno speciale sacerdote laico, recitare la formula di rito. Non sarebbero mancati nemmeno il riso e il lancio del bouquet…

Tutto ciò però ci è sfuggito. Il direttore di Raiuno, Mario Mazza, ha motivato le ragioni del taglio. La serie, ha spiegato, è molto lunga e quindi, in vista dell’imminente partenza dei programmi della prossima stagione, si rendevano necessari dei tagli e la scelta é caduta proprio su questo episodio particolare per evitare polemiche da parte cattolica.
Le polemiche, tuttavia, sono esplose ugualmente.
La prima ad intervenire, minacciando un’interrogazione parlamentare, è stata la parlamentare del Pd Anna Paola Concia, che, non più di un mese fa si è unita in matrimonio con la compagna tedesca Ricarda. La parlamentare ha fatto notare che la serie “Un ciclone in convento” è una di quelle di maggior successo in Germania e ha precisato che anche in Italia molti film per la TV e molte serie televisive affrontano ormai in modo esplicito e aperto il tema dell’amore omosessuale.
Il direttore Mario Mazza, dal canto suo, ha replicato che il taglio della puntata non compromette in alcun modo la comprensione della fiction e le polemiche, a suo parere, sembrano «davvero strumentali e ha ribattuto: “Non è che se non vedi quella puntata non capisci il resto del racconto”, come a voler sottolineare che lo spettatore non si sarebbe perso nulla di importante.
Immediata, a questo punto, è stata la replica del portavoce del Gay Center Fabrizio Marrazzo, che è pronto a dichiarare guerra alla Rai per quella che giudica un’ennesima censura omofoba e minaccia di invitate tutta la comunità gay a non pagare il canone.













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