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DYLAN DOG – IL FILM
recensione rubrica ANDIAMO AL CINEMA?
31 marzo 2011
regia di K. Munroe
( USA, 108′, titolo originale “Dylan Dog : Dead of Night” )
al cinema dal 16 marzo 2011
Diventato ormai un comune investigatore privato, Dylan Dog (Brandon Routh) è posto dinanzi a una serie di avvenimenti tra questi la richiesta di aiuto della bionda Elizabeth (Anita Briem) e la morte del suo assistente Marcus (Sam Huntington), tornato poi in vita sotto forma di zombie, che lo ricondurranno al suo vecchio lavoro di indagatore dell’incubo. Muovendosi tra vampiri e licantropi, cercherà di risolvere l’ennesimo mistero.
La versione hollywoodiana, parente lontana del fumetto ideato da Tiziano Sclavi, lascia molto a desiderare. Brandon Routh non riesce a portare sul grande schermo quell’alone di mistero e romanticismo che contraddistingue il Dylan del fumetto. Per di più il suo volto non ricorda quello consunto di Rupert Everett a cui Sclavi si è ispirato per il suo personaggio. Fin da subito ci si sente orfani di Groucho Marx, storica spalla del Dylan cartaceo, sostituito da Marcus, un assistente zombie privo dell’ ironia di Groucho e poco efficace. La grigia ed elegante Londra del fumetto è rimpiazzata da una tenebrosa New Orleans, affollata da licantropi e vampiri che si aggirano in tetre discoteche e vecchi magazzini. Per finire il cambio del colore del maggiolone, da bianco (nel fumetto) a nero (nel film), toglie al protagonista anche quei piccoli segni distintivi che lo hanno caratterizzato nel tempo.
Una trama spesso scontata e dialoghi confusionari rendono poco piacevole la visione, anche ad un pubblico che non ha mai letto il fumetto.
Come direbbe Dylan “Giuda ballerino!”. Astenersi fan. Valutazione : ![]()













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