‘Casting Jesus’

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Cosa succederebbe se Gesù partecipasse a x-factor? Ci sarebbe un tavolo con la giuria per la scelta del casting e, dal fondo della sala, ogni partecipante si avvicinerebbe per la selezione: “Citi il Vangelo, grazie, e adesso faccia un gesto benedicente”. Tra le abilità richieste ci potrebbe essere quella di imporre le mani, soffrire, allargare [...]

1 ottobre 2011

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image 300x185 Casting Jesus

Cosa succederebbe se Gesù partecipasse a x-factor? Ci sarebbe un tavolo con la giuria per la scelta del casting e, dal fondo della sala, ogni partecipante si avvicinerebbe per la selezione: “Citi il Vangelo, grazie, e adesso faccia un gesto benedicente”. Tra le abilità richieste ci potrebbe essere quella di imporre le mani, soffrire, allargare le braccia. ‘Casting Jesus’ è il video dell’artista tedesco Christian Jankowski, appena presentato alla Lisson Gallery di Londra e registra le selezioni per il ruolo di Gesù. A eliminazione progressiva e con il benestare della Santa Sede. Ne parla un articolo di Barbara Casavecchia pubblicato su ‘Donna’, l’inserto del quotidiano ‘La Repubblica’. E’ tutto vero. Il video è stato girato nel complesso di Santo Spirito in Sassia a Roma con i rappresentati del Vaticano nel ruolo di se stessi. “Più che satirica questa ricerca dell’x-factor ortodosso è surreale. E regala qualche riflessione seria sulla rappresentazione contemporanea del sacro, fagocitato dalla comunicazione di massa. Fa pensare alla battuta ‘aziendalista’ di Ernesto Vecchi: “Il marketing? Ha cominciato Gesù, duemila anni fa”, con la quale si apriva il best seller ‘Gesù lava più bianco’, di Bruno Ballardini. Del resto, Jankowski, ha sempre scandagliato le strategie di mercato, fin dagli esordi, quando ironizzava sulla capacità dei logo di cogliere nel segno aggirandosi per un supermercato munito di arco e frecce (‘The Hunt’, 1997).  E ha compiuto incursioni nei capisaldi della società dello spettacolo, dalle telenovela agli spot, dai talk show alla tele mistica dei maghi catodici di provincia, ai quali chiese di farsi predire il futuro e successi dopo l’invito alla Biennale di Venezia nel ’99. Inevitabilmente in bilico tra complicità e distanza critica […]”. Chissà se, nelle battute finali, al posto del misericordioso: ‘Perdona loro perché non sanno quel che fanno’, rivolto a Dio Padre, Gesù dicesse una frase assai più impulsiva e molto meno caritatevole: ‘Questi non capiscono nulla, sono degli imbecilli. Se vuoi perdonali, ma io non voglio morire per loro’. Si toglie i chiodi, scende dalla Croce e manda a quel paese tutti quanti. Tra le storie, con un epilogo da modificare, forse questa è tra le più significative. Così l’individuo moderno, trascorsi secoli di lotte fratricide, si renderebbe conto che la misericordia se la deve anche un po’ meritare. Si tappi le orecchie chi si scandalizza, ma provando a immedesimarsi, da essere umano, nella sorte del Figlio di Dio, viene da pensare così.

Manuela.

Scritto da Manuela

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