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Berlino al via tra vecchi maestri e possibili outsider
Berlino, 5 feb. – (Adnkronos/Cinematografo.it) – Difficile capire come sarà questa 59a edizione del Festival di Berlino che si apre stasera, anche se nomi e contenuti ne danno un quadro piuttosto plumbeo. In concorso troviamo Bertrand Tavernier con ‘In the Electric Mist’, adattamento del romanzo ‘L’occhio del ciclone’ di James Lee Burke, l’inventore del tenente [...]
5 febbraio 2009
Berlino, 5 feb. – (Adnkronos/Cinematografo.it) – Difficile capire come sarà questa 59a edizione del Festival di Berlino che si apre stasera, anche se nomi e contenuti ne danno un quadro piuttosto plumbeo. In concorso troviamo Bertrand Tavernier con ‘In the Electric Mist’, adattamento del romanzo ‘L’occhio del ciclone’ di James Lee Burke, l’inventore del tenente americano Robicheaux (grandissimo Tommy Lee Jones); e di nuovo François Ozon con l’incredibile ‘Ricky’, avventura di un bambino dai poteri molto “speciali”, realizzati dalla BUF, autrice degli effetti di ‘Spiderman’ e ‘Matrix’.
Se Andrzej Wajda presenta l’insolito ‘Tatarak’ (altro affaire sentimentale travagliato) dal libro di Iwaszkiewicz, occhio a Hans-Christian Schmid che con ‘Storm’ mette in scena una sorta di ‘Witness-Il testimone’, sugli strascichi giudiziari dei crimini di guerra nella ex Iugoslavia. Mentre in ‘The Messenger’ di Oren Moverman con Woody Harrelson, un soldato americano, di ritorno dall’Iraq, si ricicla come messaggero con un macabro compito: avvisare le famiglie dei morti in guerra.
Attesa e curiosità per il nuovo film di Stephen Frears, ‘Cheri’, variazione sul tema delle relazioni pericolose tra Michelle Pfeiffer e Rupert Friend, ma anche per il collettivo ‘Deutschland 09′ (dietro la macchina da presa si alternano Fatih Akin, Tom Tykwer, Wolfgang Becker e molti altri) sulla situazione politica e sociale in Germania e per ‘Notorius’ di George Tillman Jr., la vera storia di Christopher Wallace (in arte Notorious B.I.G.) dai suoi inizi come spacciatore di droga al successo come protagonista della scena hip-pop, entrambi fuori concorso. Interessante, sulla carta, l’operazione ‘Rage’ di Sally Potter con Judi Dench e Jude Law, una serie di monologhi sulla rabbia, mentre Chen Kaige promette lacrime e sospiri con ‘Forever Enthrailed’: la vita della più grande cantante d’opera cinese (la bella Zhang Ziyi).
Non ci sono italiani (la prima volta dal ’99) al Festival, ma a ben guardare i nomi spuntano qua e là. Ermanno Olmi con ‘Terra Madre’ (domani evento speciale) parla di cibo e biodiversità globali. Riccardo Scamarcio è fuori concorso con ‘Eden is West’ di Costa-Gravas, che l’attore pugliese definisce una commedia dolorosa con un finale fantasy. “Ho scoperto ancora più a fondo – racconta – il mondo degli immigrati. Lo considero uno dei ruoli più importanti della mia carriera, un film difficile in cui ho dovuto recitare sfruttando le mie capacità espressive”.
In ‘Eden is West’ Scamarcio infatti è un immigrato che parla una lingua sconosciuta, una specie di esperanto, inventata apposta da un linguista. E se tra le dieci ‘Shooting Star’ per l’Italia c’è Alba Rohrwacher, e Monica Bellucci arriverà al festival per presentare – sempre fuori competizione – ‘The Private Lives of Pippa Lee’ di Rebecca Miller, ancora prima ci sarà Luca Barbareschi nel nuovo film di Tom Tykwer, ‘The International’.
Il thriller con Clive Owen e Naomi Watts, che apre oggi la 59° edizione di Berlino, è stato girato in parte a Milano. “E’ un film sullo strapotere delle banche”, dice Barbareschi, che interpreta un finanziere italiano in procinto di candidarsi in politica, mentre Owen è un agente della Interpol e la Watts assistente di un procuratore distrettuale americano.













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