Alligatori, Sherlock Holmes e bambine che raccontano film

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Marìa Margarita ha 4 fratelli e vive in un villaggio di minatori nel deserto di Atacama in cui l’unica distrazione è il cinema che arriva portando le star dell’epoca. Marìa dimostra grande abilità nel raccontare i film immedesimandosi nei personaggi, riuscendo a coinvolgere gli spettatori, mimando e cantando e non trascurando nessun dettaglio delle storie. [...]

12 maggio 2011

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lapallanumero13 Alligatori, Sherlock Holmes e bambine che raccontano filmMarìa Margarita ha 4 fratelli e vive in un villaggio di minatori nel deserto di Atacama in cui l’unica distrazione è il cinema che arriva portando le star dell’epoca. Marìa dimostra grande abilità nel raccontare i film immedesimandosi nei personaggi, riuscendo a coinvolgere gli spettatori, mimando e cantando e non trascurando nessun dettaglio delle storie. Il libro “La bambina che raccontava i film” di Hernàn Rivera Letelier (Talca, 1950), scrittore cileno che ha trascorso l’infanzia nei campi dell’industria mineraria di Atacama, è un omaggio all’arte della narrazione e, dunque, al cinema. E dare spazio alla creatività è importante, ora più che mai. In un quotidiano, infatti, abbiamo letto una notizia davvero buffa e divertente: una persona, scambiando un coccodrillo finto, di plastica, per uno vero ha chiamato le forze dell’ordine per portare in caserma il ‘pericoloso’ rettile. Il giornalista ha commentato il fatto riflettendo sui rapporti sociali in città che sono sempre più tesi e difficili e del potenziale creativo della persona che ha sorpreso un alligatore vicino alla sua auto. Ma l’accaduto è strepitoso, forse solo Buster Keaton avrebbe fatto meglio.

Manuela.

Scritto da Manuela

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